LOSANNA - Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di Sandra Infanger, il transessuale solettese che voleva candidarsi alle elezioni per il Gran Consiglio del 27 febbraio con un nome femminile, benché nel registro elettorale fosse ancora iscritto come cittadino di sesso maschile. Il ricorrente motivava la richiesta con il fatto che poco dopo si sarebbe sottoposto ad un intervento chirurgico per cambiare sesso.
Nella sentenza pubblicata oggi, la Suprema corte osserva che non spettava al candidato contestare la menzione del suo nome maschile sulla lista. Questo compito sarebbe invece spettato ai suoi proponenti, che avevano firmato la lista. I giudici di Mon Repos si sono chiesti se non fosse stato pertinente lasciar candidare il transessuale con il nome di donna, considerato che è con tale identità che appare sulla scena pubblica e che è conosciuta dall’elettorato. Tuttavia hanno concluso che il Tribunale federale non è abilitato ad esaminare questo aspetto della problematica. Dal profilo giuridico fanno stato i registri.
Esaminando la lista dei candidati dei Giovani socialisti, il responsabile della circoscrizione elettorale si era accorto che Sandra Infanger, che aveva avviato la procedura per cambiare sesso, figurava ancora nei registri ufficiali con il nome maschile, Adrian Infanger. Aveva quindi chiesto che la lista fosse corretta in tal senso entro quattro giorni. Dato che i Giovani socialisti non avevano provveduto alla modifica entro la scadenza, l’addetto aveva stralciato la candidata dalla lista. Il transessuale aveva allora presentato ricorso al Tribunale amministrativo solettese che gli aveva però dato torto, rilevando in particolare che l’operazione chirugica per il cambiamento di sesso sarebbe stata effettuata dopo le elezioni e che fino a quel momento avrebbe dunque fatto fede il registro elettorale.
ATS
Kein Kommentar



















![Validate my RSS feed [Valid RSS]](http://www.bloggerin.com/valid-rss.png)